Ricetta originale delle tigelle fatte in casa
Tigelle e crescentine modenesi: la ricetta originale e le farciture tradizionali
Le tigelle sono il simbolo per eccellenza della convivialità, della montagna modenese e della tradizione gastronomica dell'Emilia: cotte tradizionalmente nel focolare domestico, rappresentano il cuore pulsante delle domeniche in famiglia e delle cene tra amici.
📑 Indice dei contenuti
- Origini, nome e tradizioni montane
- Un ricordo di famiglia: la zia Carmen, la zia Ida e le chersènti
- L'attrezzatura: dalle terrecotte alla tigelliera
- Scheda tecnica della ricetta originale
- Variante vegetariana e vegana
- Il procedimento passo dopo passo
- Il consiglio della nonna
- Farciture classiche e abbinamenti
- In giro per l'Italia: i pani piatti e simili
- Dal mondo: i pani cotti su piastra o simili
- Domande frequenti (FAQ)
- Due chiacchiere tra noi
- Dal mio ricettario: altre idee per te
🏔️ Origini, nome e tradizioni dell'Appennino modenese
Le tigelle sono il simbolo per eccellenza della convivialità, della montagna modenese e bolognese: cotte tradizionalmente nel focolare domestico, rappresentano il cuore pulsante delle domeniche in famiglia e delle cene tra amici, sia in casa che in trattoria, dove si usa fare mangiate di gnocco fritto e tigelle accompagnate da salumi, formaggi tipici, conserve e sottoli, annaffiato il tutto con un bel bicchiere di Lambrusco.
Una piccola curiosità terminologica: questo tipico prodotto montanaro modenese prende propriamente il nome di "crescentina" nella zona d'origine (l'Appennino modenese), mentre nel vicino bolognese e nel resto della regione vengono universalmente chiamate "tigelle". Una sfumatura linguistica che racconta l'identità profonda di queste terre!
Il nome "tigelle" deriva in realtà dagli antichi dischetti di terracotta (le tigelle, dal latino tegere, coprire) che venivano impilati alternando un disco di terracotta e un dischetto di pasta cruda, separati tradizionalmente da foglie di castagno o di noce, per poi metterli a cuocere nel focolare.
Oggi la tradizione si è evoluta con l'uso delle pratiche tigelliere in ghisa sui fornelli di casa.
❤️ Un ricordo di famiglia: la zia Carmen, la zia Ida e le chersènti
Ogni volta che preparo le tigelle per la mia famiglia, il mio pensiero corre inevitabilmente a quando ero piccina e venivano a trovarci la zia Carmen e la zia Ida, le due sorelle più giovani di mio nonno Renato: arrivavano in visita insieme ai loro mariti direttamente da Nonantola, nel modenese, dove abitavano.
Dopo un pomeriggio di chiacchiere, tra un bicchiere di vino e tanti ricordi, con quell'allegria tipica della nostra terra, esclamavano in dialetto modenese "impastàm dō chersènti?", che voleva dire che ci saremmo messi subito all'opera per impastare alcune crescentine e saremmo stati assieme anche per la cena.
Da bambina, sentendo la parola "crescentina", io che sono di Bologna pensavo subito al gnocco fritto, invece loro preparavano proprio quelle che a casa nostra chiamavamo tigelle: le zie impastavano e "tiravano", io aiutavo a ricavare i dischetti con un bicchiere capovolto e la nonna Gianna le cuoceva nella tigelliera di ghisa.
Passavano pomeriggi meravigliosi, per poi finire tutti quanti attorno alla tavola a fare una bellissima e chiassosa mangiata assieme.
Negli anni, la ricetta di famiglia si è evoluta anche seguendo varianti e sperimentazioni: mia mamma ad esempio, col tempo, si è specializzata in una versione molto speciale in cui inserisce anche la panna nell'impasto diventando incredibilmente soffice! Se invece preferisci la versione con il lievito madre e varianti 100% vegetali, puoi dare un'occhiata alla mia guida dedicata alle tigelle con lievito madre.
🛠️ L'attrezzatura indispensabile
Per preparare delle tigelle perfette, gonfie e dorate, ti serviranno pochi strumenti fondamentali.
- Una tigelliera in ghisa da fornello (molto pratica quella da sette dischi per velocizzare i tempi di cottura).
- Una ciotola capiente o spianatoia per l'impasto.
- Un mattarello o un coppapasta (o bicchiere) per ritagliare i dischetti.
- Un canovaccio di cotone pulito (lavato con acqua, ma non detersivo, altrimenti altererà il sapore della pasta) per la lievitazione e per mantenere calde le tigelle nel cestino.
📋 Scheda tecnica e ricetta originale
🛒 Ingredienti della ricetta originale
- Farina tipo 0: 1 kg
- Lievito di birra fresco: 1/2 cubetto (12,5 g)
- Latte tiepido (o acqua): 250 ml
- Acqua tiepida: 250 ml
- Strutto: 80 g (circa 4 cucchiai colmi)
- Sale fino: 2 cucchiaini
![]() |
| Gli ingredienti base pronti sulla spianatoia per iniziare a impastare. |
👨🍳 Il procedimento
- Mescolare tutti gli ingredienti nella versione scelta in una ciotola capiente, impastando energicamente per qualche minuto fino ad ottenere un panetto liscio, sodo ed omogeneo.
- Formare una palla, coprire con una ciotola capiente e far lievitare per circa 3 o 4 ore a temperatura ambiente, fino al raddoppio.
- Disporre i dischetti o le palline ben distanziati su un piano coperto da un canovaccio e far lievitare per un'altra ora a temperatura ambiente.
- Riprendere l'impasto lievitato, lavorarlo brevemente e formare circa 40 palline (oppure stendere la pasta col mattarello ad uno spessore di circa 6-8 mm e ricavarne dei dischetti con un coppapasta o un bicchiere).

Le palline di impasto dopo la lievitazione, pronte per essere cotte. - Preriscaldare sul fornello a gas (a fiamma media) la tigelliera in ghisa per circa 10 minuti da entrambi i lati.
- Disporre le palline o i dischetti negli appositi incavi dello stampo.

La cottura a secco all'interno della tigelliera tradizionale. - Chiudere e cuocere per qualche minuto, controllando la doratura e voltando la tigelliera a metà cottura.

Le tigelle sono cotte e pronte per essere gustate. - Sfornare e disporre le tigelle calde all'interno di un cestino foderato con un canovaccio di stoffa per conservarne l'umidità e la morbidezza.
💡 Il consiglio della nonna
"Per ottenere tigelle morbide all'interno e croccanti fuori, non avere fretta nella seconda lievitazione sotto il canovaccio. Ricorda inoltre di servire le tigelle rigorosamente bollenti in tavola: il segreto del successo sta nel calore che fa sciogliere immediatamente il pesto e i formaggi all'interno!"
🌿 Farciture tradizionali, varianti e abbinamenti
La morte sua della tigella è l'abbinamento con il tradizionale pesto modenese (noto anche come cunza), un trito finissimo di lardo di suino, aglio e rosmarino fresco, spolverato con abbondante Parmigiano Reggiano DOP.
Non mancano alternative ricche e sfiziose:
- Salumi e formaggi: prosciutto crudo di Parma, coppa, salame e squacquerone o stracchino cremoso.
- Sottaceti e verdure: cipolline in agrodolce, giardiniera e il saporito friggione bolognese.
- Versioni dolci: ottime aperte a metà e farcite con mostarda bolognese, confetture varie o Nutella.
- Cerchi alternative senza strutto, con lievito madre e con farciture vegetali? Scopri la guida completa alla versione vegetariana e vegana con lievito madre e olio extravergine d'oliva.
- Piadina romagnola (Emilia-Romagna): il celebre disco di farina, acqua (o latte), strutto e sale, cotto tradizionalmente sul testo di terracotta o ferro rovente.
![]() |
| Il momento dell'assaggio: tigella calda farcita con prosciutto di Parma e squacquerone. |
🇮🇹 In giro per l'Italia: i pani piatti e cotti su piastra simili alle tigelle
La cultura dei pani piatti cotti su piastra o pietra, senza bisogno di forno, appartiene a diverse tradizioni regionali italiane che richiamano lo spirito conviviale e la consistenza delle nostre tigelle.
- Crescia al ciauscolo (Marche): una focaccia sfogliata cotta alla piastra, ricca e saporita, tipica dell'entroterra marchigiano.
- Testaroli (Liguria / Lunigiana): antichissima preparazione a base di sola farina, acqua e sale, cotta nei testi di ghisa o terracotta e poi scottata in acqua bollente.
- Tortillas (Messico / America Centrale): dischi sottili di farina di grano o mais cotti su una piastra rovente (comal) e usati per raccogliere ogni tipo di condimento.
🌍 Dal mondo: i pani piatti e cotti su piastra all'estero
Anche oltre i confini italiani, la tecnica di cuocere impasti semplici a base di farina e acqua su piastre roventi o padelle dà vita a delizie simili alle tigelle per forma e utilizzo.
- Naan / Roti (India): pani piatti lievitati (o non) cotti tradizionalmente ad alta temperatura su piastre o pareti roventi, ideali da intingere nei piatti speziati.
- Pita (Medio Oriente / Grecia): un pane piatto e lievitato che durante la cottura infornata o su piastra sviluppa una caratteristica tasca interna, perfetto da farcire.
- Arepas (Venezuela / Colombia): dischetti di impasto di mais cotto prima alla piastra e poi rifinito, tagliati e farciti come panini rustici.
- Injera (Etiopia): un grande pane piatto, spugnoso e fermentato, cotto su una piastra circolare e usato come base per servire le pietanze.
- Prova la classica e sfiziosa tigella con prosciutto cotto e salsa.
- Scopri la raffinata versione delle tigelle farcite con culatello.
- Lasciati conquistare dal rustico abbinamento della tigella con prosciutto cotto e formaggio.
❓ Domande frequenti (FAQ)
1. Posso preparare l'impasto delle tigelle in anticipo?
Sì, puoi preparare l'impasto e far rallentare la lievitazione in frigorifero per qualche ora, ricordandoti però di riportarlo a temperatura ambiente e completare la seconda lievitazione prima della cottura.
2. Qual è la differenza principale tra tigelle e gnocco fritto?
Mentre lo gnocco fritto è un impasto lievitato cotto per immersione nello strutto o olio bollente, la tigella è un pane piatto cotto a secco all'interno della tigelliera in ghisa sul fuoco: sono anche due impasti diversi.
3. Come posso conservare le tigelle avanzate?
Le tigelle cotte si conservano per 2/3 giorni o per mesi in freezer ben chiuse in un sacchetto per alimenti. Prima di gustarle, puoi scaldarle nuovamente sulla tigelliera o nel tostapane per un minuto per ridonare fragranza.
4. Come posso fare se preferisco una versione vegetariana o vegana?
Basta sostituire lo strutto della ricetta originale con l'olio extravergine d'oliva e utilizzare l'acqua al posto del latte, ottenendo così un impasto privo di ingredienti di origine animale ma ugualmente soffice e gustoso.
5. Posso congelare le tigelle prima di cuocerle?
Sì, puoi congelare le tigelle già formate ma ancora crude: sistemale ben distanziate su un vassoio in freezer finché non saranno congelate, poi trasferiscile comodamente nei sacchetti per alimenti sempre in freezer. Quando vorrai gustarle, basterà tirarle fuori un pochino prima e farle lievitare leggermente a temperatura ambiente prima di procedere con la cottura sulla tigelliera.
💬 Due chiacchiere tra noi
E tu come preferisci farcire le tue tigelle? Hai ricordi legati alle cene d'estate in cortile o alle serate in compagnia intorno alla tigelliera fumante? Lasciami un commento qui sotto e raccontami la tua ricetta del cuore o i tuoi abbinamenti preferiti!
📖 Dal mio ricettario: altre idee per te
Ti è piaciuta questa guida alle tigelle? Esplora altre ricette tradizionali e sfiziose.
🥖 Voglia di altre specialità tradizionali?
Scopri altre ricette imperdibili per accompagnare i tuoi momenti di festa!
Ti è piaciuto questo post? Stampalo per averlo sempre a portata di mano!







Commenti
Posta un commento
Ciao! Grazie per aver dato una sbirciatina al mio blog: sarò felicissima di leggere il tuo parere! Accetto volentieri consigli e critiche costruttive, perché ritengo che ogni cosa si possa sempre migliorare. Prometto di rispondere il prima possibile!
Per favore, ricorda che non verranno pubblicati commenti sgarbati, offensivi o contenenti link pubblicitari. Per comunicare direttamente con me, puoi scrivere a ricettenonna@gmail.com. Lasciando un commento, accetti la memorizzazione dei tuoi dati come previsto dalla mia Privacy Policy.
Ciao e grazie per la tua visita! Monia.